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Gitime Maschereg ur Tohtterer
Ultime Maschercr un aite arant
Dg Meseitatg terl Sin dmn
4
üggeri, non piachue al pubhtico del
VALLE, pubblico nunereso e intelligente.
K breve dramma ha indiscutibili pregi di
coneezionee di fatturn; quale dunque la
ragiole de# insüceesso? Aleuni acchsarono
il colere troppo eguale e troppo lugubre
del guadro scenico. Certo, per un leuer de
ridean argomento ed ambiente non Soho
molto piacevell, tuttavia é facile osservare
che ebbero applausi e fortuna altri lavori
di tinta pin fosen, di siguificato pin deso¬
lante.
Ma in questi drammi di un genere spe¬
ciale dove intta Inziole é brciettata neile
poche scene conclusive deve essere und stu¬
dio continuo di chiarezza e una sapiente
distribuzione desli effetti. Un solo effetto
maneato determina la caduta del lavoro.
In Ullime maschere il dramma & comlen¬
sato fli due scene, una assai ingegnosa ed
interessante, P’altra umanamente vera, nia
la seconda delude l’interesse suscitato dalln
prima.
Tra i malati piü gravi, in un espedaie,
& Rademacher un vecchio giornalista in¬
fellec, un artista mancato, un raté. Sicuro
della prosstma fine egli insiste perché sia
chiamato si suo letto un amico della sun
giovinezza da molti anni non piu veduto,
Alessandro Weihgast, il celebre poeta.
Ma perché volete vederlo? Gli volete
molto beue? — domanda all’ammalato und
sto combagno di sventura, l’attore comics.
Floriano che si crede guarito, ed é invece¬
anchlegli vielnissimo alla morte.
Lo lo odlo — risponde Rademächer. —
La sua ferinna & immeritata come la min
sventura, da sua gloria é inglusta come la
mig oschrità. Ma con due parole io possc.
vendicare questa inglustizia, e queste paro¬
le. prima di morire, voglio dirle.
Floriano & punto dalla curiesitä e con uns
espediente suggeritogli dall’antico mestiefe,
persuade f'altro a rivelarglj il suo segreto.
Voi siete dehole — gli dice — forse all
mönento buono vimancherà T’energia neces¬
saria, dovete prepararvi a questo colloquto,,
ulle possibili risposte del vestro avversa¬
rio. Proviamo dunque la scena, io assumor
la parte di Weihgast.
E il povero infermo rivela cosl il suo se¬
greto: egli fu per due anni Jamante dellar
moglie di Weihgast, e insieme con lei haf
Dotuto conescere e disprezzare l’ignobile va¬
nità dell’uomo Mllustre. Prima di morire e.
gli avrà la sua rivincita, awvelenand con
T’insultante ricordo gli ultimi gior, del
trionfatore.
Neilerivelariene non scho abbastanza
chiarite le-canse di quest’odlo tardivo. La¬
marezze di und wta mancata, della morte
imminente non bastano a giustificarla.
Né la scena successiva puö illuminarci.
Weihgast viene a salutare il suo vecchio a.
mico, gli parla di sé, dell’epera sua con 1
incorreggibile tronfia vanità, gli offre 3
sua protezielle, il suo denaro, che l’altro ri.
fiutee domanda infine:
Ma cle cosa avevi da dirmi?
Nulia, volevo vederti ancora una voll
ta, prima di morire..
Quando Foriano ritorna a domandard
netizie di quel tragico incontro, Rademag
#cher conclude: — Che cosn abblamo di ços
mine con i viventi, con i felich, noi che mor¬
remo domani?
Si capisce troppo presto che Rademaclen
non parlerà, I suo silenzio é imposto no¬
soltanto dalla ragione sentimentale che eg’i
accenna, ma da una ragione piu perento.
ria di tecnica elementare del teatre. Non
si poteva rinetere la rivelazione glà ascol¬
tata neha scena precedente.
Perció questo finale cosi logico e cosi f..-
eihmente preveduto, fu accolto con un mor¬
morio di disapprovazione.
Fu poi rappresentata la commedia del
Sardem Zaspe di mosed, che pud vivere
nel repertorio con eguale fortuna di altre.
dello stesso aufore piü spesso rapbresent#.
te. Tale almeno ieri sera il gindizio del pub¬
blico, che ascoltó con evidente sodisfaziones
eapplandi j bravi interpreti: i Ferrero, le“
Boreili, la Dondini e tuiti gli altri.
Ouesta sera si reptica Zampe di moscch
con una farsa: l giuramento di Orazio.
Venerdi spettacolo in cnore della Borell
si rappresenterà Amanti di M. Donnay.
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