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PanphletsOfforints
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ARTURO SCHNITZLER
E si volta.,. — Ma lo conosco. Sacr.,! Eil for¬
della vita, sente di non poter mantenere la pro¬
naio che viene al mio caffé. O cosa viene a rom¬
messa data. Come nel dialogo ibseniano, l’effetto &
per le tasche quik... Certo ha una figliuola o una
ottenuto con le parole piü semplici, con le imagini
nipote al conservatorio.., Si, ma che cosa accade ?...
piü comuni che acquistano intessute tra loro con
che cosa gli piglia? Mi pare che.,. Ma si., Ha
arte novissima una intensità singolare. Non vi é
messo la mano sull' impugnatura della mia scia¬
mai ricerca di stile: i personaggi il piü delle volte
bola.. O che quest’uomo & pazzo?
si esprimono con frasi brevi e rotte: ma ogni pen¬
Dica, signore?
siero loro, ogni gesto risponde cosi intimamente
— Lei, signor ufficiale, cerchi di star calmo..
alla loro psicologia! Lo Schnitzler eccelle appunto
E su questo tono il dialogo continua a voce
nel presentare in pochi tratti sommarii, con alcune
bassa, nella folla, tra i due. II fornaio minaccia di
parole rivelatrici, i suoi tipi tratti agli ambienti piü
romper la sciabola e di mandarne i pezzi al co¬
varii e preferibilmente alle classi della ricca e della
mandante... Ma in fondo é un buon diavolaccio
media borghesia austriaca.
e continua... — Ma non voglio spezzare il suo avve¬
Una sua novella divenuta celehre, il Tenentino
nire. Lei, stia calmo. Non abbia paura. Nessuno mi
Gustavo (Lientenant Gustl) e che sollevo gran ru¬
ha sentito. Tutto va bene! Anzi perché nessuno
more perché l'amor proprio di alcuni ufficiali au¬
possa credere che noi ci siamo disputati saró a¬
striaci se ne trovó punto senza ragione, vale a de¬
mabile. Bel concerto, signor tenente. Lei ci viene
finire meglio forse di qualunque altra opera l'in¬
spessor
gegno felicissimo di Arturo Schnitzler.
E il sogno, l' incubo comincia. II povero giovine
II racconto succinto, nervoso, é appena un mo¬
& stato nell' impossibilità di reagire; pure l’offesa
nologo: é ció che si leggerebbe in un cervello u¬
esiste, non v’è modo di ripararla e il tenente
mano se vi si potesse leggere.
comincia a errare, sospinto dall' idea fissa della
Un tenente di fanteria assiste ad un concerto, e
morte, per le vie di Vienna, mentre intorno al punto
pensa con leggera inquietudine al duello che avrä
centrale del suicidio cento pensieri gli si affollano.
il giorno dopo con un dottore, II concerto ha ter¬
Immaginate il senso di angoscia suggerito da
mine; il tenente spinge con molta fretta la gente
qualche novella del Pöe fatto piü intenso dalla
al guardaroba.
realtà semplice dei fatti avvenuti, e degli oggetti
* Che folla intorno a questi paletots. Ehi dica,
che si presentano agli occhi del tenente in quella
impiegato! Mi dia il 224.,, Lä.
notte, in quell'alba tormentosa. Passano, neila fan¬
E attaccato lä... E cieco? Lä, le dico J. C’é un
tasmagoria, figure di amicie di innamorate, di pa¬
gigante che ingombra tutto il guardaroba.! Scusi,
renti. Tutta la vita del giovine si delinea e si
signore!
riassume energicamente ed egli si ribella piü volte
.. Pazienza! Pazienza!
alla necessitä dolorosa, ma il suo punto d’onore &
— Che ha detto quest' imbecille?
piü forte: entra in chiesa In fondo c’è qualche
— ... Un po’ di pazienza!
Oh! ma ora mi sentel.. Faccia un po’ di cosa di vero nella religione. Lo sapró esattamente
oggi, dopo colazione. — Dopo colazione? Perfetta¬
posto!
mente. Allora perché? Bisogna entrare? Si, mi pare
— Oh, non & quel che manca!
che sarà una consolazione per mamma se saprä che
— Che cosa dice? Parla a me? Oh, & grave. Non
avanti ho pregato E il tenente per la cola¬
posso lasciar correie!
zione risolve di andare al suo caffé... Qui, per caso,
Si cheti!
sa che il signor Habetswallner, il suo offensore, &
— Che? Cosa?
morto di un colpo apopletico, e il monologo, in¬
Prende un tono per parlarmi! L’affare si fa
terrotto da poche frasi del cameriere, riprende:
serio. Andiamo avanti.
. Credo che sia la piü violenta gioia della mia
Non spinga.
vita.,. E morto! Nessuno ne sa nulla.. Noné ac¬
— Zitto con quel musol...
caduto nulla., che maravigliosa idea é stata quella
— Credo che sono andato un po' troppo oltre... Un
di far colazione qui! Senza questa idea mi am¬
modo un po' ruvido per parte min.,. Tanto peggio!
mazzavo grafis! E una cosa voluta dal destino!
Ormaié andata cosi!
Dov’è Rodolfo? Ah, aiuta l’altro cameriere ad ac¬
— Che cosa dice?
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