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2. Guttings
L0 S CANDAGLIO
ROLAA
Arturo Schnitzler,
scrittore viennese
II prezioso gesto letterario di Schnitzler
si rivelo con aleune monografie di carnt¬
tere scientifico, scritte per divulgare espe¬
rienze proprie. Poi, senza vanità giovanili
o sete di gloria, il medico Schnitzler
lasció completamente la medicina e si
dedicb alle lettere. Oltre alla sua perso¬
nale attività lo scrittore possedeva un
ricco patrimonio di severi studi scienti¬
fici di cui egli usö, durante un periodo
di quarant’ anni, con misura sempre ginsta
e indovinata. Nel 1893 raccolse il volume
„Anatol“ ossia un ciclo di commediole
in un atto che per tanto tempo, e so¬
pratutto all' estero, vennero citate come
modello del teatro di prosa viennese. II
pubblico della metropoli poi, pretendeva
di riconoscere nel personaggio di Anatol
lo stesso Schnitzler. Schnitzler doveva
sapere della mania dei pubbliei d’ogni
paese di voler immaginare sempre un le¬
game intimo fra lo scrittore e la sua
creazione, limitandosi a tacere, non fece
nulla per smentire la credenza degli in¬
tellettuali viennesi. Cosi Anatol divenne
il beniamino del pubblico. La critica non
ebbe che a consentire. Da allora Schnitz¬
ler preparó l'atto unico, alternandolo con
la novella, come un manicaretto prelibato
da dare in pasto al pubblico. Questi ge¬
neri narrativi di carattere breve erano.
piu conformi al sno temperamento di
scrittore che rifuggiva dal tessere lunghe
trame.,, Ma v’era meglio da farsi: abbat¬
tere le ridicole trudizioni del -Burg¬
theaters di Vienna che non rappresen¬
tava se non Scommedie prese nei re¬
pertirio francese e dove agli serittori
locali era soltento permesso di produrre
di quelle vuote edsenfatiche tragedie on¬
deggianti fra Hebbel e Schiller, non rag¬
glungendo mai perd né la psicologin del
primo o il caldo lirismo interiore del se¬
condo. Schnitzler si mise d’impegno al
grave compito e nel 1895 ottiene di rap¬
presentare la sua „Liebelei“, II trionfo
é completo. La forma drammatica di „A¬
natol“ era solo un pretesto per pre¬
sentare i diversi momenti della vita di
und scapestrato gaudente, in „Liebelei“
era una la commedia perfettamente com¬
piuta. Niente scatti selvaggi, ma senti¬
menti interlori, semplicemente e verace¬
mente rappresentati. II soggetto poi era
di quelli che lo scrittore prediligeva, un
piccolo dramma di vita borgliese. La
Cristina di „Liebelei“ non é un' eroina
ma una piccola donna come tutti ne co¬
noscono, dalla mentalità comune e le idee
limitate.
Anche in seguito, Schnitzler non cerco
mai di esulare nel campo, sovente tradi¬
tore, della fantasia, ma si tenne sempre
fedele alla vita reale. Anzi Wilkowskl, i1
critico che allora aveva voce in capitolo,
disse di Schnitzler: in lui vivono la mol¬
le e comoda agiatezza della vecchin Vien¬
— —
—..
Viene poi la tragica storia di „Tere¬
sa“. Tutta la vita di una povera donna
che ha amato e sofferto, messa controluce.
II libro piu denso, zeppo di pagine tristi
e commoventi. Uno studio analitico ed
un bel romanzo, che peró non é all' al¬
tezza della „Signora Berta“,
In quest ultimo infatti, si puó dire,
tratti una vivisezione e si sente acuto, 11
taglio del bisturi del chirurgo, mentre
„Teresa“ é uno studio anatomicoe cio6
eseguito dopo la morte della protagonista.
Teresa é pol una donna qualunque sceita
nella folla, mentre Berta é und donnu
conosciuta, forse un' amica intima dello
scrittore. Di gradino in gradino, attra¬
verso tante noyelle e molte commedie,
l’esperienza di Schnitzler culmina con 11
caso clinico della „Fräulein Elsa“. Qui
T’arte dello Schnitzler si affina ediventa
poesia. Poesia pura. Elsa, fanciulla inno¬
cente per quanto moderna, si sente offesa
nella sua castità di fronte alla richiesta
del vecchio signore libertino. In questo
racconto meglio che nei due precedenti
citati si sente l'eco della Vienna mon¬
dana, cosi cara al poeta. Certo, Schnitzler
deve aver incontrato la sua Elsa un po¬
meriggio di domenica, sullo sfondo gaio
del Prater, fra le molte giovani avventu¬
rose passeggiatrici. Il tormento sesspale
6 pure qut agitato ma non si risolve in
erotismo come nel „Girotondo“ ma
la tragedia interiore della protagonista si
trasfonde in candore sublime.
Comunque nello Schnitzler pur scmpre
vivo é il senso della veritä. Purtroppo,
spesse volte e specialmente in alcuni la¬
vori teatrali, Schnitzler doveve ricorrere
a delle piecole menzogne per non solle¬
varsi contro 11 borghese di Vienna che
l'aveva caro sebbene lo ritenesse in conto
d’ immorale e peggio, di scrittore socia¬
lista e rivoluzionario, Arbitrario, forse
piü arbitrario di tutti i suoi lavori é la
commedia del „Papagallo verde“ dove i
porscnaggi agiscono talvolta in modo po¬
co naturale. Ma la vita stessa ha pure di
queste impenetrabilita. Altro lavoro tipico
„II Professor Bernardhi“ dove é agi¬
tato il problema semitico, con forza e
grande sincerita.
Questo „Professor Bernardhi“ interesso
anche il governo che rimase perpiesso se
condannare c no, Arturo Schnitzler, serit¬
tore ebreo. Sebbene lo Schnitzler fosse
membro del cenhcolo letterario della
„Jung Wien“ poteva considerarsl apo¬
litico che poca parte prese alle vicende
dell' Austria repubblicana.
Colla scomparsa di Schnitzler I’ Austria
ha perduto il suo massimo scrittore e
stilista. La mole dell’opera sua non conta
quello che vale é che nella sua opera egli
ha messo tutta la sus anima di poeta,
sensibile e delicata.

GIUSEPPE RIGOTTI
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