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T
e
sehtare 1 diverst momenti della vita di
und scapestrato gaudente, in „Liebelei“
era una la commedia perfettamente com:
pinta. Niente scatti selvaggi, mu senti¬
menti interiori, semplicemente 6 veraen¬
mente rappresentati, II soggetto poi ern
di quelli che lo serittore prediligeva, un
piccolo dramma di vita borghese. La
Cristina di „Liebelei“ non é un’ eroina
ma una piccola donna come tutti ne co¬
noscono, dalla mentalità comune e le idee
limitate.
Anche in seguito, Schnitzler non cerce.
mai di esulare nel campo, sovente tradi¬
tore, della fantasia, ma si tenne sempre
fedele alla vita reale. Anzi Wilkowskl, i1
critico che allora aveva voce in capitolo,
disse di Schnitzler: in Jui vivono la mol¬
le e comoda agiatezza della vecchin Vien¬
nae la Trivolezza della moderna capitalge
Anche le sue novelle son tutti qua¬
dretti, spesso dialogati, della moderna
vita viennese. Soltanto una volta Schnitz¬
ler tentó iI dramma d’ambiente sto¬
rico con „II velo di Beatrice“ e pose
Tazione in Italia, come molti illustri
stranieri fecero prima di Jui. Ne „
velo di Beatrice“ prendendo pretesto
del nostro Rinascimento, dipinge unn
donna dalla psicologia assal compli:
cata: Beatrice dopo essersi fatta sposare
dal vecchio duca Bentivoglio spinge al
suicidio un giovane onesto che Tamava.
Questo dramma non fu forse che uno
scherzo poetico perché subito dopo, nel
1901, Schnitzler licenziava alla stampa i
suo primo romanzo 6 meglio racconto
lungo „Fra Berta Garlan“ dove i1
probiema del sessi é amplamente sol¬
levato e analizzato, attraverso il tormento
morale- fisiologico della protagonistn.
Lavoro amaro questa analisi di una psi¬
cologia difficile, di sitnazioni crudeli alle
volte patetiche e soffuse d’orrore. Ma¬
teria che diventu agile come la vita im¬
pastata dalle mani di un artista-scien¬
ziato. Le scene dialogate di „La signora
Berta“ son cosi vive che con pochi ri¬
tocchi il romanzo potrebbe essere portato
cosi com'é, alla ribalta, senza subire mo¬
dificazioni d’ intreccio.
Altri lavori seguono la storia di Bert,
wartan ma nessüno di essi puo metter
al livello di questo racconto. Non „K
girotondo“ del 1904 che é una serik
ch dodiei dialoghiche, per quanto si vo¬
glia dire il contrario, rasentano I' erotismos
tanto sono brutali nella loro efficaciat
non „L’ Intermezzo“
(1905) che puré
riportó un successo favoloso al Burgthea¬
ter. Ma il tempo é sempre il migliort
giudice. A proposito dell' Intermezzo lat
critica fece il nome di lbsen poiché come
in „Casa di Bambola“ i due coniugi si
separano. In seguito lo Schnitzler modi¬
ficó la soluzione, facendo rappacificare 1
due coniugi sulla scena. Ebbe torto, l’o.
riginalità é andata perduta, Piu sincera,
invece, era „La via solitaria“ dell'an¬
no precedente, per quanto P’esito fos¬
se stato meno clamoroso. Un dramma
umano: Fichter, scapolo impenitente, in¬
vecchiandosi sente il desiderio di avere
accanto 11 figlio nato da un suo amorazzo
di gioventu eche P'umante ha allevato
con il marito, II figlio che prova molta
simpatia per Fichter quando sa che é
suo padre si rifinta energicamente di
soddisfare i1 suo egoistico desiderio, si
allontana da lni maggiormente ricono¬
scente per l’uomo che l'ha allevato come
figlio suo.
S
Questo „Professor Bernardhi“ interesso
anche in governo che rimase perpiesso se
condannare 0 no, Arturo Schnitzler, serit¬
tore ebreo. Sebbene lo Schnitzler fosse
membro del cenncolo letterario della
„Jung Wien“ poteva considerarsl apo¬
litico che poca parte prese alle vicende
dell Austria repubblicana.
Colla scomparsa di Schnitzler I’ Austria
ha perduto il suo massimo serittore e
stilista. La mole dell’opera sua non conta
quello che vale é che nella sun opera egli
ha messo tutta la sua anima di pocta,
sensibile e delicata.
GIUSEPPE RIGOTTI
— Preghiamo gli Editori
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